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 Perchè un Temporary Manager?

L’impiego di lavoratori temporanei è da ormai quasi quindici anni una costante presso le imprese italiane. Inizialmente considerato una buona soluzione per adattare la propria capacità produttiva in caso di fabbisogno non previsto è ora diventato diffusissimo: in stragrande maggioranza è una forma contrattuale riservata alle prime assunzioni e a funzioni di livello non elevato, ma si vedono sempre più spesso offerte di impiego anche per, ad esempio, Export Area Manager a tempo determinato “inizialmente sei mesi, scopo eventuale assunzione diretta”. Sempre più un passaggio quasi irrinunciabile per chi inizia una carriera ed è quindi disposto a farsi mettere alla prova senza garanzia di impiego a tempo indeterminato.

Il Temporary Manager offre alla Azienda la stessa flessibilità burocratica ma per uno scopo diverso. Diverso sia per lui che per l’azienda che vuole avvalersi della sua collaborazione. Il Temporary Manager infatti ha già raccolto successi professionali personali ed una significativa esperienza sul campo. Da un impiego fisso a tempo indeterminato (che non è più il suo obbiettivo) spesso fa il percorso inverso rispetto al giovane di cui sopra, lasciando in molti casi un posto da dirigente per indirizzarsi verso una attività caratterizzata da incarichi di durata limitata (da qualche mese a in genere massimo un paio di anni).

La sua offerta di esperienza, conoscenze, impegno è messa al servizio della Azienda che per motivi diversi necessita di introdurre velocemente una figura di alto livello, per la quale non può attendere il tempo necessario alla formazione di una risorsa interna (ad esempio passaggio generazionale), per un progetto di innovazione terminato il quale non servirà più una competenza extra, per coprire una fase di crisi che si spera rientri in tempi brevi.

Il Temporary Manager ha quindi spesso una funzione duale:

·         fare avanzare la Azienda, senza difficoltà in un periodo altrimenti critico, attraverso lo svolgimento con competenza e professionalità del compito specifico assegnato,

ma anche e soprattutto

·         contribuire allo sviluppo rapido di solide competenze interne, per rendere sé stesso non più necessario, senza traumi e senza strascichi, allo scadere del suo mandato.

Una funzione  “teach by doing” per la quale oltre alle competenze tecniche (in molti casi anche trasversali per poter avere una efficace comunicazione con reparti differenti) sono irrinunciabili capacità relazionali, formative, di coaching.

 

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